Domenica 2/6 FESTA DEI CAMMINI EDUCATIVI
per preAdo, Ado, 18/19enni e giovani
con la presenza dei seminaristi Paolo e Jacopo
presso l’oratorio di Caronno

Ore 18.00 preghiera iniziale e testimonianza dei seminaristi
Ore 19.30 cena (pasta al ragù, cotoletta impanata e patatine)
Dalle 20.45 :
presentazione gruppo Ado 19/20 ai preAdo di 3°media
presentazione gruppo 18/19enni 19/20 agli Ado di 3°superiore
presentazione gruppo Giovani 19/20 ai 18/19enni di 5°superiore
Contributo per la cena : euro 5,00

Volantino Domenica 2 Giugno 2019

Carissimi Diciottenni e Giovani,

ieri abbiamo celebrato la VI Domenica di Pasqua; nel Vangelo abbiamo ascoltato che di lì a poco Gesù avrebbe lasciato i suoi discepoli perché era vicina la sua ora; loro però, come capita anche a noi qualche volta, capivano e non capivano. Nella prima lettera ai Corinzi Paolo scrive: “Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia.” Notiamo la delicatezza di Gesù che svela le cose con gradualità: “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso”; c’è una gravità anche nelle cose che diciamo: quante volte prima di parlare indugiamo a pensare se coloro cui ci rivolgiamo possono farcela ad ascoltarci? Gesù insegna la delicatezza, guarda i suoi con l’emozione di chi li lascia; lui desidera in qualche modo prepararli all’ora in cui non sarà più con loro. Sono indicazioni anche per noi che abbiamo sperimentato in lui “il pastore che guida il gregge”, che non resterà più senza una guida: “quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità e vi annuncerà le cose future”. Si passa cioè da una guida esteriore a una guida interiore, da una guida visibile a una guida invisibile, da una voce che risuona agli orecchi a una voce che risuona nel cuore. Ci è più facile udire i suggerimenti esteriori, meno invece ascoltare la voce dentro di noi dov’è lo Spirito a parlare, a chiamare e a suggerire. Indugiamo adesso un attimo sui tempi dell’assenza visibile del Signore: svela ai discepoli, di allora e di sempre, una convinzione che li dovrà sostenere: la sofferenza (Passione e Morte) sarà per poco. E poi lascia loro l’immagine suggestiva del parto: “la donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche a voi nessuno potrà togliervi la vostra gioia”. E’ bellissimo che Gesù sia andato con il suo pensiero a questa esperienza così umana; il volto sofferente, poche ore prima del parto, e poi rilasciato e colmo di felicità. Gesù ci ha parlato del tempo presente come di un tempo del parto: non ha negato cioè che sia un tempo accompagnato da sofferenze, da doglie; ma va riletto come un tempo che custodisce in germe un futuro di vita, già da ora, come il grembo di una donna già custodisce, paradossalmente in quel suo grido di dolore, un cucciolo d’uomo che sta per sgusciare alla luce. Come vorremmo ricordarci di più che “parto” è abbracciato a “futuro”?! Scrive Paolo nella lettera ai Romani: “Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo” (Rm 8,22-23). Chissà se noi siamo capaci di curvarci sui parti dell’umanità accompagnandone i gemiti, ma anche sostenendo il futuro di cui sono colmi; lì nasce il vero futuro del mondo.

Con questa lettera del lunedì ci diamo appuntamento qui a Settembre, augurandoci una buona estate, come cammino di crescita e di vacanza per tutti. In allegato trovate una rilettura teologica dell’estate e qualche proposta che immagino già conosciate.

Ci vediamo Domenica 2 Giugno alle 18 a Caronno per la conclusione dei cammini di PG dell’UPG coi seminaristi Jacopo e Paolo.

Buona Settimana e buon cammino estivo

 

Don Stefano

Carissimi Diciottenni e Giovani,

“Gesù annunciava il Regno ed è venuta la Chiesa”. Questa espressione di Alfred Loisy, biblista e storico francese, scritta all’inizio del secolo scorso, ha fatto scorrere fiumi d’inchiostro, insinuando una contrapposizione tra la volontà di Gesù e la nascita della Chiesa. Gesù non avrebbe instaurato la Chiesa; avrebbe proposto a tutti gli uomini la realtà interiore e morale del Regno di Dio. Possiamo ritrovare il modo di pensare di Loisy nei confronti della Chiesa in quest’altra affermazione piuttosto frequente ai giorni nostri: “Gesù sì; Chiesa no”. È facile imbattersi in persone che dichiarano: “A me Gesù interessa, io leggo il Vangelo, ma la Chiesa non mi interessa. Sono cattolico, ma non frequento”! Sarebbe facile rispondere a chi vuole staccare la fede in Gesù Cristo dalla Chiesa che se non ci fosse la Chiesa, forse non sapremmo neanche che Gesù è esistito.  Se poi ci addentriamo ad analizzare che cosa le persone intendono per Chiesa, scopriamo che sono tanti i modi di vederla e di giudicarla. Per qualcuno Chiesa richiama alla mente Papa, Vescovi, Preti, cioè identifica la Chiesa con l’apparato. Per altri la Chiesa equivale a istituzione, una realtà burocratica, equiparata a qualsiasi altra società umana. Quanto alla sua presenza nella storia c’è chi la guarda con simpatia e ammirazione per i valori che custodisce, per l’attività sociale e caritativa che svolge. Non manca chi invece vede la Chiesa come freno alla storia. Anche l’atteggiamento della gente verso la Chiesa è quanto mai variegato e va dal rifiuto alla contestazione, all’indifferenza, alla stima per la sua attività sociale, alla partecipazione consapevole e corresponsabile alla sua vita.

Mi viene oggi da chiedere a voi giovani: “Noi da quale punto di vista ci poniamo?”

I diversi punti di vista sulla Chiesa vanno presi sul serio e devono costituire uno stimolo a scoprirne il significato. Qualsiasi sia la modalità in cui esprimiamo la nostra appartenenza, non possiamo parlare della Chiesa come di una cosa, di una realtà che ci è estranea. La presenza di Cristo nella storia perdura visibilmente come forma incontrabile nella Chiesa. Per i suoi discepoli di tutti i tempi, Gesù non è qualcuno da ricordare, ma qualcuno da testimoniare ancora presente e operante. La Chiesa infatti è il “corpo di Cristo”. E noi come credenti dobbiamo chiedere la grazia a Dio di “avere un cuore solo e un’anima sola” come abbiamo ascoltato ieri nella Lettura tratta dagli Atti degli Apostoli.

Buona Settimana

Don Danilo

Ci stiamo ormai avvicinando al grande momento dell’Oratorio Feriale 2019 !!!
Quest’anno lo slogan sarà “Bella storia” e per incominciare alla grande ecco i momenti preparatori:

per Carnago (in oratorio a Carnago):
Lunedì 13 Maggio dalle 18 alle 19.30
Venerdì 17 Maggio dalle 18 alle 19.30
Lunedì 20 Maggio dalle 18 alle 19.30
Venerdì 24 Maggio dalle 18 alle 19.30
Lunedì 27 Maggio dalle 18 alle 19.30
Venerdì 31 Maggio dalle 18 alle 19.30

per Castronno (in oratorio a Castronno):
Domenica 12 Maggio dalle 15 alle 19
Martedì 21 Maggio dalle 20:30 alle 22:30
Martedì 28 Maggio dalle 20:30 alle 22:30
da Lunedì 3 a Venerdì 7 Giugno dalle 14:30 alle 17:00

per Solbiate (in oratorio a Solbiate):
Martedì 14 Maggio dalle 17 alle 19
Martedì 21 Maggio dalle 17 alle 19
Martedì 28 Maggio dalle 17 alle 19
Martedì 4 Giugno dalle 17 alle 19

Inoltre ci saranno dei momenti condivisi:
Venerdì 17 Maggio dalle 19:00 alle 22:30 in oratorio a Carnago : cena e presentazione diocesana OFE 2019 (in streaming)
Sabato 25 Maggio dalle 15:00 alle 22:30 in oratorio a Carnago :FULL IMMERSION con il PIME
Domenica 9 Giugno in chiesa a Solbiate alle ore 11.30 : S.Messa e Mandato animatori

E’ necessario iscriversi al corso prendendo visione del volantino e compilando il tagliando d’iscrizione allegato (quello della propria parrocchia). L’iscrizione andrà consegnata all’incontro di venerdì 17 Maggio a Carnago unitamente alla quota (15 euro).

Per ulteriori informazioni : don Stefano 3381077906; don Danilo 3479152544; i referenti parrocchiali.

Corso Animatori 2019 Carnago
Corso Animatori 2019 Castronno
Corso Animatori 2019 Solbiate Arno

Carissimi Diciottenni e Giovani,

Nel Vangelo ascoltato ieri siamo stati posti di fronte a questa verità su Gesù: “Io sono la luce del mondo”. Gesù spiega questa sua prerogativa così: “So da dove sono venuto e dove vado”. Gesù sa di venire dall’amore del Padre e di andare verso l’amore del Padre. Questa consapevolezza riempie di luce, di senso, di valore la sua vita. Gesù sa che vive per amore e per amare.

Purtroppo tante persone sono lontanissime dal sapere che loro vengono dall’amore di Dio Creatore e sono in cammino verso l’amore di questo Dio Creatore, compreso sempre più come Padre.

Tante persone vivono persuase di venire dal nulla e di andare a finire nel nulla e quindi vivono nelle tenebre, perché ignorano che l’amore è il senso della loro esistenza e quindi vivono, compiendo scelte prive di senso, perché vivono dominati dall’egoismo.

Tante altre persone, invece, sono persuase di venire da Dio e di andare a Dio, ma si sono lasciate convincere dal demonio che Dio non è amore paterno, ma è potere tirannico: anche costoro vivono nelle tenebre, non sono capaci di dare un senso positivo alla loro vita, la riempiono, infatti, di paura e di ribellione.

Gesù perciò è venuto dall’amore del Padre per portare la sua luce al mondo, che giace nelle tenebre: “Chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”. Il discepolo, che si mette alla scuola di Gesù, prima di tutto apprende da Gesù chi è veramente il Dio che lo ha chiamato alla vita. La stessa luce che riempie di senso la vita di Gesù, riempirà sempre più di senso la vita del discepolo di Gesù.

Seguendo Gesù, a nostra volta, ci sentiamo rivelare da Lui che il Padre suo è anche Padre nostro e che Lui ci ama come Lui è amato dal Padre, cioè che Lui condivide con noi l’amore che Lui riceve dal Padre.

Abbiamo accolto questa luce nella nostra vita? Viviamo, riconducendo tutto a questo amore del Padre? Se lo faremo, non saremo mai vinti dalle tenebre!

 

Buona Settimana

Don Danilo