Carissimi Diciottenni e Giovani,

Ieri abbiamo ascoltato il Signore Gesù parlare con la donna samaritana. Da questo incontro “casuale” nascono parole “vere”, gesti e scelte che tessono relazione, superando  blocchi e paure della donna.

Un dialogo caratterizzato da sette domande e sette risposte in cui Gesù continua ad innalzare il livello del discorso. Gesù non risponde mai a tono alla donna, sollecitandola così ad andare oltre le sue stesse domande. Egli porta la Samaritana ad interrogarsi, ad entrare nel cuore di ciò che vive e che per lei è un problema, a chiamare per nome le sue delusioni, le sue amarezze, i desideri della sua esistenza.

Il dialogo si innalza sempre più e, giunto quasi all’apice, la Samaritana pare volersi sottrarre, rimandando a quel Messia che “dovrebbe venire”, la spiegazione autentica della verità, quasi a dire: finiamo questo discorso e se un giorno questo Messia verrà, vedremo.
Inattesa la risposta di Gesù: «Sono io, che parlo con te». Non è più tempo di rimandare decisioni, smetti di scappare, questo è il tempo della verità! Colui che le parla qui ed ora, è Colui a cui non può sfuggire, perché conosce realmente il suo cuore e la spinge ad andare oltre le reticenze e le resistenze.

Che cosa dice a noi questo testo evangelico?

La Samaritana rappresenta ciascuno di noi: riviviamo i suoi stessi atteggiamenti quando ci rassegniamo ad una vita quotidiana spenta e sempre identica a se stessa; quando ci accontentiamo della nostra fatica di attingere acqua del pozzo per una giornata e basta; quando ci sentiamo infastiditi da richieste che ci scomodano… Proprio in questo momento il Signore ci viene incontro; ci porta oltre la nostra quotidianità e la nostra banalità e ci fa capire che l’altro non è un intruso, anzi rappresenta un invito ad andare oltre noi stessi, a trovare il meglio di noi.

Buona settimana

Don Danilo