Carissimi Diciottenni e Giovani,

Sabato mattina il segretario del Sinodo dei Vescovi sui giovani, il salesiano don Rossano Sala, ha dato un bellissimo ritorno dei lavori fatti pochi mesi fa e che ha dato il via a un rinnovamento ecclesiale. Riporto qualche appunto secondo me importante.

 

ESPERIENZA

  • Universale

Vita e non solo qualcosa di formale e asettico, che non esclude nessuno e che ha un respiro fuori dai confini. NON SIAMO SOLO NOI, la chiesa è più grande. Coraggio e gioia delle chiese MINORITARIE e PERSEGUITATE (Asia e Medio Oriente). Quelle ben più fondate sono depressive e faticose a causa dell’apparato amministrativo pesante. Le chiese antiche europee hanno dato un intervento ben fondato ed esperto; le chiese vittime degli abusi sono in tilt; tanta vicinanza e affetto attorno al papa.

  • Comunione

La chiesa sta metabolizzando un nuovo dinamismo giovanile, un nuovo modo di essere. La Chiesa compatisce e ha un cuore. La manipolazione dei media rischia di presentare un falso volto di Chiesa.

  • Umiltà

Rendersi conto di non essere all’altezza del compito e della vocazione ricevuta; a volte la Chiesa rischia di essere un apparato troppo burocratico e poco famiglia di Dio. (C’è bisogno di mangiare e pregare insieme e basta! Non serve presentare dei piccoli Superman; per questo tanti giovani si sono allontanati da questa chiesa che si ritiene fatta di santi).

 

CORPO: 5 costellazioni

  • Apertura all’ascolto

La nostra è una chiesa in debito di ascolto; i giovani non si sentono accolti e compresi. Dobbiamo aprirci interiormente e spiritualmente in ascolto dell’altro. Entrare nel suo modo di vedere il mondo e di vivere in esso.

Frérè Alois (priore della comunità di Taizè) augura che i nostri giovani possano far accadere nel nostro cuore quello che la Siro Fenicia ha provocato nel cuore di Gesù; questa persona cambia lo sguardo e la prospettiva anche del Signore che ha ‘imparato l’obbedienza da quello che ha patito’.

La chiesa istruisce, sì, ma non dobbiamo trattare la gente come un sacco vuoto da riempire con la nostra erudizione omiletica piena di contenuti; Emmaus innesca una miccia ma poi lascia lo spazio alla parola!

Questa questione viene da lontano: ‘Shemà Israel’ (Dt 6,4); ‘ausculta filii’ (Regola di San Benedetto);

GOD IS NOT SILENT IN THE SILENCE. Ci si sveglia nel silenzio; Dio abita nella vita dei giovani prima che si accostino nelle nostre comunità: dobbiamo offrire un clima adeguato perché Dio si possa svegliare nella loro vita.

Innanzitutto è una questione spirituale l’ascolto, se non si ascolta la PdD, non si riesce ad ascoltare e compatire il cuore dell’altro. Questo è il desiderio di Dio per l’uomo: non ti va di ascoltare un Dio così?

  • Comunità in discernimento

La chiesa è il luogo originario: accompagnare come cum-pane; dobbiamo creare ambienti adeguati al discernimento. Dobbiamo aiutare i giovani a fare discernimento vocazionale: MA NON SIAMO CAPACI, NON ABBIAMO AMBIENTI ADEGUATI PER FARLO. DOBBIAMO ASSUMERE L’HABITUS DEL DISCERNIMENTO COME MODO NORMALE DI FARE CHIESA.

  • Le pratiche pastorali

Il nostro discernimento è pastorale o dedicato solamente ad alcuni enti e momenti della vita? Se Dio ama tutti c’è una chiamata e personalizzazione dell’esperienza. Bisogna passare da una PASTORALE DELL’INTRATTENIMENTO A UNA PASTORALE DELLA CHIAMATA. Dio chiama dal grembo materno alla vecchiaia.

Imprevisto del Sinodo: la LITURGIA (IL (Instrumentum Laboris 69); la Liturgia è la PRIMA FORMA COMUNICATIVA DELLA CHIESA, è un biglietto da visita. È un modo di uscire nel mondo. Non dimentichiamoci che l’esperienza liturgica è espressione principale della coscienza cristiana. Dall’omelia i giovani attendono la mediazione tra il Dio vivente e la loro vita: ci si aspetta una saldatura.

L’oratorio e il criterio oratoriano; abbiamo qualcosa da dire e fare su una nostra tradizione per lo studio e la ripresa. Se non lo facciamo noi non lo fa nessuno. DF (Documento Finale) 138: c’è affetto e legame nei nostri oratori o è come andare in stazione a prendere un servizio dove non conosco nessuno? L’anelito alla fraternità è tante volte emerso dall’ascolto dei giovani.

Per noi ambrosiani il rapporto tra Oratori e PG non va demonizzato; l’oratorio deve essere un ambiente adeguato alla Chiesa del terzo millennio dove entrare in alleanza col popolo di Dio. Gli educatori messi a libro paga; i laici al posto dei preti. L’oratorio è sempre caratterizzato da un’esperienza di gratuità a moltissimi livelli. Senza il prete dell’oratorio che mi garantisce il legame tra comunità credente e comunità giovanile come facciamo? Se perdo quel legame lì è perso l’oratorio: ci vogliono giovani adulti e adulti che col don che oggi c’è si formino per costruire la comunità che unisce giovani e mondo. Quelli che vengono in oratorio non devono essere passivizzati. L’urgenza di oggi può essere una bella CHIAMATA DI DIO.

Se la nostra Liturgia fosse bella come è potente la tecnologia avremmo delle comunità bellissime!! Magari non esplosive ma belle.

  • Organizzazione pastorale

I muri dividono, i progetti uniscono; tutto è connesso! Mettere mano ai giovani vuol dire ripensare alla liturgia, ripensare al come fare le cose insieme.

  • Formazione per la missione

Facciamo tante iniziative (tipo OFE); tt fanno un servizio generoso, ma quanti fanno una ripresa verso un ottica vocazionale? Si fa un uso strumentale dei giovani per poi lasciarli lì in qualche modo: sono mano d’opera gratuita. Chi gli dà un accompagnamento rispetto a quello che hanno fatto in ottica vocazionale? (IL 194, 195).

DF 161: la PG è sempre in perdita, tempo, soldi… non ci mancano spazi e risorse, però vanno abitate con passione.

 

Concludo mettendo nelle mani del Signore tutte queste intenzioni e chiedendovi seriamente di valutare il cammino di formazione in collaborazione col PIME che trovate in allegato e nella sezione 18/19enni e Giovani.

 

Vi porto nella preghiera in questa settimana di pellegrinaggio in Egitto con l’Arcivescovo in cui andremo ad incontrare le famiglie dei cristiani copti che lì vi abitano e praticano la loro fede in Cristo Gesù.

 

PREGHIERA DEL PAPA PER LA RICEZIONE DEL SINODO

Signore Gesù,

la tua Chiesa che ha camminato verso il Sinodo

volge lo sguardo a tutti i giovani del mondo.

Ti preghiamo perché con coraggio

prendano in mano la loro vita,

mirino alle cose più belle e più profonde

e conservino sempre un cuore libero.

 

Accompagnati da guide sagge e generose,

aiutali a rispondere alla chiamata

che Tu rivolgi a ciascuno di loro,

per realizzare il proprio progetto di vita

e raggiungere la felicità.

Tieni aperto il loro cuore ai grandi sogni

e rendili attenti al bene dei fratelli.

 

Come il Discepolo amato,

siano anch’essi sotto la Croce

per accogliere tua Madre, ricevendola in dono da Te.

Siano testimoni della tua Risurrezione

e sappiano riconoscerti vivo accanto a loro

annunciando con gioia che Tu sei il Signore.

Amen.

 

Buona settimana

dSte