Carissimi Diciottenni e Giovani,

La pagina del Vangelo di San Luca, ascoltata ieri,  narra la guarigione dei dieci lebbrosi: questo fatto straordinario è un gesto simbolico, una sorta di profezia che anticipa e rivela la verità della salvezza. Per comprendere dobbiamo porre molta attenzione ad alcuni particolari del racconto.

Fra i dieci lebbrosi uno era un Samaritano. Dai giudei, come erano gli altri nove, i samaritani erano considerati estranei alle promesse dell’Alleanza, come i pagani.

Un secondo particolare. Tutti e dieci sono guariti, ma Gesù dice che solo il Samaritano è salvato: dieci i guariti, uno solo salvato.

Un terzo particolare. Il Vangelo dice che il Samaritano “tornò indietro lodando Dio”. Questa espressione indica il riconoscimento di un intervento salvifico di Dio. Il Samaritano dunque riconosce che in Gesù è Dio stesso che agisce: è un vero credente.

Dobbiamo anche tenere presente per capire bene questa pagina evangelica, quanto Luca narra all’inizio del suo Vangelo. I concittadini di Gesù esigono da Gesù gesti miracolosi come un loro diritto. Gesù risponde che questo non è il modo di comportarsi di Dio. Ad esempio Naaman, guarito dal profeta Eliseo, era un siro; la vedova nutrita miracolosamente, non era ebrea.

Tenendo dunque conto di tutto questo, che cosa ci insegna questa pagina evangelica? Nessuno può pretendere nulla di fronte a Dio. Anzi chi si ritiene in possesso come di una sorta di diritto, resta alla fine escluso. Lo straniero, l’escluso, l’emarginato dalla comunità riceve i doni di Dio.

Questa pagina evangelica è la rivelazione della misericordia di Dio che non esclude dal suo abbraccio se non colui che vuole essere escluso.

 

Buona settimana

Don Danilo