Carissimi Diciottenni e Giovani

Mancano ormai pochissimi giorni al Santo Natale e forse è giusto porci una domanda: noi festeggiamo a Natale o viviamo il Natale? Se ci limitiamo a festeggiarlo, allora possiamo accomodarci a tavola e lasciare che il tempo scorra tra un piatto e una tombolata.

Se, invece, viviamo il Natale, non staremo tanto tranquilli. Il Natale è la festa dell’incontro tra l’Umano e il Divino; è la festa che vede protagonisti i poveri; è la festa che vede una famiglia scappare in Egitto per sfuggire alla morte; è la festa della speranza.

Chi vive il Natale si ricorda che è stato insignito di una missione: essere costruttore di pace ed essere annunciatore della giustizia. Il primo passo verso la giustizia è la memoria: Natale ci ricorda e ci invita a fare memoria. Solo la memoria ci permetterà di superare la confusione che regna nei nostri cuori; solo la memoria ci permetterà di accogliere l’altro. Memoria serve per ricordare che siamo frutto di una promessa e siamo generatori di promesse. Gli auguri che ci faremo sono promesse di bene, di pace, di amore, di accoglienza. Non scambiamoci, allora, a cuor leggero gli auguri, se sappiamo che le promesse non vogliamo mantenerle. Oltre ad essere costruttori di giustizia, facendo memoria, il Natale ci invita a volgere lo sguardo sul presente e ci proietta al futuro. Non deludiamo le persone che ci vogliono bene, non illudiamole con false speranze, aiutiamole a vivere il presente e a progettare insieme il futuro.

Chiediamo a Maria, Madre della speranza, che ci accompagni in questo cammino.

Buona settimana

Don Danilo