Carissimi diciottenni e giovani,

Nel Cenacolo Gesù guarda i suoi discepoli. Contempla anche la sua vita vissuta nell’obbedienza, incamminata a compiere l’ultimo tratto che lo separa dal suo ritorno al Padre. Lui conosce le insidie di Satana, conosce tutti i suoi trucchi, le sue menzogne, falsità, disonestà. Lui ha vinto il mondo. I suoi discepoli lo vinceranno? Saranno capaci di attraversare tutte le tempeste del male, senza mai appartenere ad esso, senza mai lasciarsi travolgere? In quest’ora della sua passione, avranno la forza di superare lo scandalo della Croce? Giungeranno a credere in Dio? Questo momento sarà lungo per i discepoli, ma va superato.

Cristo non può in quest’ora delicata e difficile occuparsi di loro. Lui è impegnato nel supremo e definitivo combattimento per abbattere una volta per sempre il principe di questo mondo. Chi potrà occuparsi dei discepoli è solo il Padre. Al Padre Gesù chiede che si prenda cura di loro. I discepoli sono il suo presente e il suo futuro. Senza di essi infatti si interrompe l’opera della salvezza.

I discepoli di ogni altro fondatore di religione sono portatori di un’idea del loro maestro. Non sono vita del loro maestro e non lo potranno mai essere. Il loro maestro giace nella tomba e in essa rimane fino al momento in cui Cristo Signore non lo sveglierà. I discepoli di Gesù non solo sono la perfetta continuazione della vita del loro maestro, della sua Parola e della sua opera, della sua stessa morte nel dono della vita offerta al Padre per la redenzione del mondo, sono anche i portatori nel mondo del Padre e dello Spirito Santo. Vivendo Cristo in essi, vive il Padre e lo Spirito. Ma noi siamo ogni giorno veramente testimoni di Cristo?

Buona Settimana

Don Danilo

Carissimi 18/19enni e giovani,

Si parla di case (e dimore) nel vangelo della III Domenica di Pasqua: sono parole e realtà che usiamo per fortuna molto spesso. Alcuni di noi la sperimentano al mattino quando escono e la sera quando fanno ritorno; è inevitabile il bisogno di una casa per parlare di famiglia e vita oggi. Ma, quando Gesù parla di casa e di dimora allude a qualcosa che va oltre alle pareti di una casa. Anche a noi capita di dire: “Lì io mi sento di casa; mi sento a casa mia per l’aria che si respira”. Il brano del vangelo di Giovanni che ieri abbiamo ascoltato è tutt’altro che un discorso lontano dalla realtà perché il risultato di una casa dove sia trascurato il dimorare dell’uno nell’altro, dove tristemente si vada spegnendo la relazione, è la casa che diventa solo un albergo. Dal calore dei legami si finisce nel gelo o, nel migliore dei casi, nell’indifferenza. Allarga il cuore sentir dire da Gesù “Non sia turbato il vostro cuore”; è una parola che allontana quello che anche Gesù ha patito, pochi giorni prima della sua passione: “Ora l’anima mia è turbata”! Se ci abitano cose meschine, da noi non potranno venire che cose meschine; se invece ci abitano cose grandi, autentiche, belle, se ci abita Dio, da noi non potranno se non venire cose grandi, autentiche, belle. Dobbiamo avere cura della nostra casa interiore: è in forza di ciò che avvengono le vere trasformazioni della vita. Da che cosa riconosciamo che siamo abitati da Dio se non dal saper trasformare un carcere – come quello in cui erano rinchiusi Paolo e Sila – in una casa? E dove sono nella vita le carceri e le case?

L’esortazione apostolica “Gaudete et exsultate” scritta da papa Francesco e pubblicata lunedì scorso c’invita a un itinerario di santità che è per tutti: http://w2.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20180319_gaudete-et-exsultate.html

Questa settimana sarò in Ucraina, a Kiev, con diversi sacerdoti della nostra diocesi, ordinati negli ultimi dieci anni, per il pellegrinaggio guidato dall’Arcivescovo alla scoperta di questa chiesa sorella: vi porterò nella preghiera; ricordate anche me in questo pezzetto di cammino che mi condurrà a breve a rendere grazie al Signore per i primi 5 anni ci ordinazione sacerdotale:

Pellegrinaggio Ismi, in Ucraina un’esperienza di accoglienza

Un abbraccio a tutti

Buona settimana

 

dSte

Carissimi diciottenni e giovani,

Ieri si è chiusa la Settimana di Pasqua con la Domenica tradizionalmente detta Domenica “in Albis depositis“. Per volere del Santo Giovanni Paolo II, che morì proprio dopo i primi Vespri della Festività, questa Domenica è intitolata anche alla Divina Misericordia. Questa Domenica conclude la settimana o, più propriamente, l’”Ottava” di Pasqua, che la liturgia considera come un unico giorno: “il giorno che ha fatto il Signore” (Sal 117,24). Non è un tempo cronologico, ma spirituale, che Dio ha aperto nel tessuto dei giorni quando ha risuscitato Cristo dai morti. Lo Spirito Creatore, infondendo la vita nuova ed eterna nel corpo sepolto di Gesù di Nazaret, ha portato a compimento l’opera della creazione dando origine ad una “primizia”: primizia di un’umanità nuova che al tempo stesso è primizia di un nuovo mondo e di una nuova era. Questo rinnovamento del mondo si può riassumere in una parola: la stessa che Gesù risorto pronunciò come saluto, e ben più come annuncio della sua vittoria ai discepoli: “Pace a voi!” La Pace è il dono che Cristo ha lasciato ai suoi amici come benedizione destinata a tutti gli uomini e a tutti i popoli. Non la pace secondo la mentalità del “mondo”, come equilibrio di forze, ma una realtà nuova, frutto dell’Amore di Dio, della sua Misericordia. E’ la pace che Gesù Cristo ha guadagnato a prezzo del suo Sangue e che comunica a quanti confidano in Lui. “Gesù, confido in te”: in queste parole si riassume la fede del cristiano, che è fede nell’onnipotenza dell’Amore misericordioso di Dio.

Affidiamoci a Maria, Madre di Gesù che è l’incarnazione della Divina Misericordia. Con il suo aiuto lasciamoci rinnovare dallo Spirito per cooperare all’opera di pace che Dio sta compiendo nel mondo e che non fa rumore, ma si attua nei gesti di carità di tutti i suoi figli.

Buona settimana

Don Danilo

Domenica 15.4 dalle 17 in oratorio a Carnago c’è il raduno per tutti i chierichetti dell’UPG; preghiera, gioco e condivisione in preparazione alla Tre giorni chierichetti diocesana presso la Casa Montanina di Pian dei Resinelli. La proposta verrà presentata al Mo. Chi. Day.

Scarica qui: Volantino Mo. Chi. Day 15.4